C’è un sottile filo rosso che unisce
il rigore del jazz, l’energia del rock e la narrazione visiva del cinema: è lo
spazio creativo in cui si muove Dario.
Chitarrista di formazione d’eccellenza, diplomato al Modern Music Institute, Dario ha saputo evolvere il proprio
linguaggio tecnico in una forma espressiva totale, dove la voce e la scrittura
diventano estensioni naturali delle sue sei corde.
Con oltre 100.000 ascolti su Spotify e un’esperienza consolidata anche nel mondo delle colonne sonore (firmando le musiche per un docufilm con Michele Placido), l'artista torna oggi con "Forever". Il brano è un viaggio sospeso tra nostalgia e presente, un "revival sentimentale" che mescola l'immediatezza di una chitarra acustica moderna al calore analogico dell'elettronica vintage.
In questa intervista, Dario ci racconta la genesi della sua musica "cinematografica", la sfida di cantare i propri testi e i progetti di un 2026 che si preannuncia ricco di nuove visioni sonore.
Ciao Dario, ti sei formato come chitarrista
jazz, rock e fusion studiando con grandi maestri per poi diplomarti al Modern
Musician Institute. Come e quando è nata questa tua passione per lo strumento e
com'è maturata nel tempo portandoti a usare anche la voce come mezzo
espressivo?
Ricordo che il mondo legato all'ascolto è stato il primo a colpirmi significativamente. Da qui, ho iniziato ad assorbire musica senza sosta. Un riff di chitarra, da bambino, mi ha stregato e lì ho deciso che sarei diventato un chitarrista. Ho cercato di affacciarmi in vari mondi sonori, vari generi, con la fortuna di incontrare docenti eccezionali lungo il mio percorso. Per molti anni, anche se già scrivevo delle quali facevo parte, ho voluto essere principalmente un chitarrista. Ad un certo punto questo non mi è bastato più. Ho deciso che avrei anche cantato i miei testi. La cosa più bella del mio rapporto con la chitarra come strumento espressivo è che mi sta accompagnando in giro per molti ambiti musicali. Ogni volta ha un ruolo diverso, ma rimane sempre fondamentale nella mia scrittura.
Con oltre 100.000 ascolti su Spotify e un’esperienza consolidata anche nel mondo delle colonne sonore (firmando le musiche per un docufilm con Michele Placido), l'artista torna oggi con "Forever". Il brano è un viaggio sospeso tra nostalgia e presente, un "revival sentimentale" che mescola l'immediatezza di una chitarra acustica moderna al calore analogico dell'elettronica vintage.
In questa intervista, Dario ci racconta la genesi della sua musica "cinematografica", la sfida di cantare i propri testi e i progetti di un 2026 che si preannuncia ricco di nuove visioni sonore.
Ricordo che il mondo legato all'ascolto è stato il primo a colpirmi significativamente. Da qui, ho iniziato ad assorbire musica senza sosta. Un riff di chitarra, da bambino, mi ha stregato e lì ho deciso che sarei diventato un chitarrista. Ho cercato di affacciarmi in vari mondi sonori, vari generi, con la fortuna di incontrare docenti eccezionali lungo il mio percorso. Per molti anni, anche se già scrivevo delle quali facevo parte, ho voluto essere principalmente un chitarrista. Ad un certo punto questo non mi è bastato più. Ho deciso che avrei anche cantato i miei testi. La cosa più bella del mio rapporto con la chitarra come strumento espressivo è che mi sta accompagnando in giro per molti ambiti musicali. Ogni volta ha un ruolo diverso, ma rimane sempre fondamentale nella mia scrittura.
La tua musica è descritta come cinematografica e capace di
invitare l'ascoltatore a porsi domande su se stesso. Quale messaggio
particolare vuoi trasmettere a chi si immerge nei tuoi brani?
Non voglio essere
didascalico. Negli ultimi tempi, sto cercando visioni musicali più ampie e meno
settoriali. Questo per me non vuole però dire scrivere testi banali. Cerco di
essere più semplice, ma è perché ho capito che in questa semplicità trovo le soluzioni
migliori.
Il tuo nuovo brano “Forever” parla di un momento di gioia passata
così vivo da voler diventare presente. Da quale esperienza o riflessione
personale nasce questa canzone e come descriveresti il suo
"tormento"?
L'idea dietro Forever, sia dal punto di vista musicale che da quello lirico, è collegata a quella sorta di revival costante che sono i nostri giorni. Decenni magici, stili fantastici, modi di vivere diversi. Almeno nel racconto, quindi spesso mitizzati. Mi sono chiesto come sarebbe fare questo esperimento in ambito sentimentale. Ho quindi immaginato una relazione, che molti anni fa è stata importante anche se fugace e i due protagonisti che si incontrano di nuovo, chiedendosi come sarebbe tornare indietro.
L'idea dietro Forever, sia dal punto di vista musicale che da quello lirico, è collegata a quella sorta di revival costante che sono i nostri giorni. Decenni magici, stili fantastici, modi di vivere diversi. Almeno nel racconto, quindi spesso mitizzati. Mi sono chiesto come sarebbe fare questo esperimento in ambito sentimentale. Ho quindi immaginato una relazione, che molti anni fa è stata importante anche se fugace e i due protagonisti che si incontrano di nuovo, chiedendosi come sarebbe tornare indietro.
Se dovessi descrivere "Forever" con un solo aggettivo
quale sarebbe e perché? (Magari legato al suo sound che unisce chitarra
acustica ed elettronica vintage?)
È un brano atemporale,
appunto. Ho voluto costruire il brano su contrasti forti, per rafforzare il
senso del suo testo. Il playing della chitarra acustica è molto fresco e
moderno, mentre la drum machine guarda indietro. Il ritornello poi si apre, per
tuffarsi a fondo nel ricordo.
Con oltre 100.000 ascolti su Spotify e un percorso da indipendente
in continua evoluzione , ci anticipi qualcosa riguardo i tuoi prossimi passi o
obiettivi, come l'inclusione dei tuoi brani in colonne sonore?
Per prima cosa, ho deciso che questo 2026 sarà pieno di musica. Ho scritto e lavorato tanto in questo senso, non vedo l'ora di condividere nuova musica con voi. Ho avuto la fortuna di scrivere le musiche per un docufilm con la presenza di Michele Placido, che nei titoli di coda ha anche la presenza del mio brano “Again” (dall’EP Letting Go del 2019). Uno dei miei obiettivi più importanti e potermi ripetere in tal senso.
Per prima cosa, ho deciso che questo 2026 sarà pieno di musica. Ho scritto e lavorato tanto in questo senso, non vedo l'ora di condividere nuova musica con voi. Ho avuto la fortuna di scrivere le musiche per un docufilm con la presenza di Michele Placido, che nei titoli di coda ha anche la presenza del mio brano “Again” (dall’EP Letting Go del 2019). Uno dei miei obiettivi più importanti e potermi ripetere in tal senso.

