In questa intervista per Dafne Magazine, la cantautrice Elena Camo racconta la genesi del suo percorso artistico: dalle solide fondamenta del Conservatorio fino all'approdo a un electropop energico e contemporaneo. Al centro del dialogo c'è Elettrica, title-track e fulcro del suo album di dodici tracce, intesa come una metafora del movimento interiore, dell'accettazione della fragilità e del coraggio di mostrarsi senza filtri.
Il tuo percorso parte da una solida formazione al conservatorio per poi approdare all'electropop: come e quando è nata la tua urgenza di fare musica e come si è trasformata in questo linguaggio sonoro così contemporaneo?
Credo che la mia urgenza di fare musica sia nata molto prima di capire davvero cosa significasse essere un'artista. La musica è sempre stata il mio modo di esprimere quello che a volte le parole, da sole, non riuscivano a raccontare.
La formazione al Conservatorio mi ha dato una base importante, disciplina, tecnica e una profonda conoscenza della voce e della musica. Ma crescendo ho sentito il bisogno di esplorare anche altre sonorità, di sperimentare e di trovare un linguaggio che mi rappresentasse non soltanto musicalmente, ma anche come persona.
Il pop mi ha permesso di avvicinarmi alla mia parte più istintiva e contemporanea, mentre l'elettronica mi ha dato nuove possibilità per vestire le emozioni, creare atmosfere e dare energia alle mie canzoni. In realtà, non vivo questo percorso come una rottura con la musica classica: tutto quello che ho studiato fa parte di me e, in qualche modo, continua a emergere nel mio modo di cantare e interpretare.
Con ELETTRICA ho cercato proprio questo equilibrio: un suono attuale, melodie che arrivano subito, ma anche spazio per la fragilità, le contraddizioni e le sfumature della voce. Perché per me essere contemporanea non significa inseguire una tendenza, ma trovare il coraggio di raccontarmi attraverso un linguaggio che sento mio.
Nei tuoi brani emerge forte il tema dell'autenticità e della ricerca di sé, senza filtri. Quale messaggio vuoi trasmettere principalmente a chi ti ascolta?
Il messaggio che vorrei arrivasse a chi ascolta la mia musica è che non dobbiamo avere paura di mostrarci per quello che siamo, anche quando siamo fragili, confusi o pieni di contraddizioni.
Viviamo in un mondo in cui sembra che dobbiamo sempre dimostrare qualcosa, essere all'altezza delle aspettative, avere risposte pronte e mostrare soltanto la parte migliore di noi. Io credo, invece, che ci sia qualcosa di profondamente autentico nel concedersi il diritto di non avere tutte le risposte, di cambiare idea, di sbagliare e persino di sentirsi fuori posto.
Con ELETTRICA non voglio dare lezioni né indicare una strada da seguire. Voglio raccontare emozioni e situazioni in cui le persone possano riconoscersi, magari ritrovando nelle mie parole qualcosa che sentivano dentro, ma che non erano ancora riuscite a esprimere.
Se una mia canzone riuscisse a far sentire qualcuno meno solo, a dargli il coraggio di guardarsi dentro o semplicemente a fargli capire che non c'è niente di sbagliato nel non essere sempre perfetti, per me avrebbe già raggiunto un obiettivo importante.
In fondo, credo che essere autentici non significhi avere sempre il coraggio di mostrarsi, ma smettere, poco alla volta, di nascondersi a se stessi.
Parliamo del tuo ultimo singolo: da quale scintilla emotiva è nato e che storia racconta tra le sue righe e i suoi beat?
"Elettrica" nasce dal desiderio di raccontare quell'energia che si sprigiona quando qualcosa dentro di noi si accende. Può essere un'emozione, un incontro, una consapevolezza improvvisa o quel momento in cui senti che qualcosa sta cambiando e non puoi più ignorarlo.
Per me l'elettricità è una metafora: rappresenta ciò che ci attraversa, ci scuote e ci mette in movimento. A volte è una forza travolgente, altre volte è una scintilla che ci costringe a guardarci dentro e a riconoscere parti di noi che magari avevamo lasciato in ombra.
Ho voluto che anche la musica avesse questa energia, attraverso un sound pop contemporaneo, capace di coinvolgere e arrivare subito, senza rinunciare alla mia identità vocale e alla dimensione emotiva che cerco sempre nelle canzoni.
"Elettrica" è anche il brano che dà il titolo all'intero album, e per questo ha un significato particolare: racchiude l'idea di un viaggio fatto di emozioni diverse, contrasti, fragilità e ripartenze. Perché essere elettrici, per me, non significa essere sempre forti o brillanti, ma sentirsi vivi, anche quando quello che ci attraversa è difficile da decifrare.
Se dovessi descrivere l'anima di questo brano con un solo aggettivo, quale sceglieresti e perché?
Vibrante. Perché "Elettrica" è una canzone che vuole trasmettere la sensazione di qualcosa che si accende dentro, che rompe l'immobilità e ti rimette in contatto con le tue emozioni. Per me essere vibranti significa non smettere di sentire, di mettersi in discussione, di lasciarsi sorprendere dalla vita. È quell'energia che non ti permette di restare fermo, anche quando non sai ancora dove ti porterà. E credo che sia proprio questo il bello: non avere sempre tutte le risposte, ma avere ancora la voglia di lasciarsi attraversare da ciò che accade.
Cosa si muove nel tuo cantiere artistico per i prossimi mesi? Ci sono nuove uscite o occasioni live all'orizzonte?
In questo momento il mio obiettivo è far arrivare ELETTRICA il più lontano possibile e permettere alle persone di entrare davvero nel mondo che ho costruito attraverso queste dodici tracce. Mi piacerebbe che ogni canzone trovasse il proprio spazio e il proprio pubblico, perché ognuna racconta una sfumatura diversa di me.
Sto lavorando anche a nuovi contenuti per raccontare l'album da prospettive diverse, entrando nelle storie che si nascondono dietro i brani e condividendo con chi mi ascolta il percorso creativo che li ha fatti nascere. Usciranno sicuramente altri singoli con rispettivo Videoclip; intanto vi invito ad andare su Spotify ad ascoltarvi le tracce ed a salvarvi l'Album Elettrica.
Per quanto riguarda il live, è sicuramente una dimensione che voglio sviluppare: portare queste canzoni sul palco significa dare loro una nuova vita, attraverso la voce, l'energia e il contatto diretto con il pubblico.
Non voglio anticipare progetti prima che siano definiti, ma posso dire che ELETTRICA per me non è un punto d'arrivo. È una nuova fase del mio percorso artistico, e ho ancora tante cose da raccontare e da sperimentare.

