La forza della vulnerabilità: Sgvmo si racconta tra introspezione e "Aria Nuova"

 


Trasformare l'ansia, le fragilità e i dubbi generazionali in una forma di riscatto e verità sonora. È questo il cuore del progetto di Sgvmo (Simone Gatti), una delle voci più autentiche e intime del panorama urban pop emergente. In occasione dell'uscita del suo ultimo singolo, "Aria Nuova", lo abbiamo incontrato per capire da dove nasce l'esigenza di mettersi a nudo attraverso le parole, quali siano le sfide della sua generazione e come la musica possa diventare un rifugio rigenerante in cui sentirsi, finalmente, meno soli.

Sgvmo, la tua musica trasforma spesso la fragilità e le paure in forza: come e quando nasce la tua passione per la musica e in che modo è maturata fino a portarti a scrivere i tuoi brani?

È nata in modo molto naturale. Da ragazzino sentivo il bisogno di scrivere quello che avevo dentro, ancora prima di pensare che qualcuno potesse leggerlo o ascoltarlo. La scrittura è sempre stata il mio modo di mettere ordine nei pensieri. Crescendo ho capito che la musica riusciva a dare ancora più forza a quelle parole e che poteva creare un legame con persone che magari stavano vivendo le stesse emozioni. Oggi scrivere canzoni è il modo più sincero che conosco per raccontarmi.

Attraverso le tue canzoni affronti l'insonnia, i dubbi generazionali e la ricerca di se stessi. Quale messaggio cerchi di trasmettere a chi ti ascolta per farlo sentire meno solo nelle proprie battaglie quotidiane?

Cerco di dire che non c'è niente di sbagliato nell'avere momenti di confusione. Spesso abbiamo l'impressione che tutti abbiano le idee chiare tranne noi, ma non è così. Le mie canzoni non vogliono dare soluzioni o insegnare qualcosa: vogliono semplicemente far capire a chi ascolta che certe emozioni sono condivise. A volte sentirsi compresi è già un primo passo per stare meglio.

Parliamo del tuo ultimo singolo: "Aria Nuova". Da quale esigenza interiore o momento di svolta nasce questo brano e qual è il senso di liberazione e rinnovamento che racconta?

"Aria Nuova" nasce da un'esigenza molto semplice ma che credo appartenga a tutti: quella di uscire dalla routine quando inizi a sentirti soffocare. Ci sono periodi in cui tutto sembra ripetersi uguale e hai bisogno di cambiare prospettiva, di respirare qualcosa di diverso. Il brano racconta proprio quel momento in cui decidi di non restare fermo e scegli di rimetterti in movimento, anche facendo un piccolo passo.

Se dovessi descrivere "Aria Nuova" con un solo aggettivo, quale sceglieresti per rappresentare la sua anima sospesa tra la necessità di staccare dal passato e la carica per il futuro?

Rigenerante. Perché credo che la sensazione più bella sia proprio quella di ritrovare energie quando pensavi di averle finite.

Il lancio di "Aria Nuova" segna un momento molto importante nel tuo percorso artistico. Ci puoi anticipare qualcosa riguardo ai tuoi prossimi impegni o a nuove uscite previste per i prossimi mesi?

Sto lavorando a diversi singoli e il mio obiettivo è pubblicare musica con continuità. In questo momento preferisco costruire un percorso passo dopo passo, lasciando che siano le canzoni a presentarmi al pubblico. Ogni uscita aggiungerà un tassello alla mia identità artistica e spero che sempre più persone possano riconoscersi in quello che racconto. Il sogno è vivere di musica, ma voglio arrivarci costruendo qualcosa di vero, senza avere fretta.

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