Tra
pentole, fornelli e una profonda urgenza comunicativa, Alessandro La Rosa, in
arte Veneficus, ha trovato nella musica la sua strada per la rinascita. Sulle
pagine di Dafne Magazine, il cantautore siciliano ci svela la scintilla che ha
dato vita al suo progetto artistico e ci porta dentro il suo nuovo singolo
"E poi arrivi tu", un inno reggae alla speranza nato da esperienze
personali vere e toccanti.
Alessandro,
la tua storia è affascinante: nasci a Piazza Armerina e nella vita di tutti i
giorni sei un cuoco, eppure la musica ti accompagna fin da bambino. Come e
quando è scoccata questa scintilla, e in che modo si è trasformata oggi in un
vero e proprio percorso professionale?
Diciamo che la
spinta definitiva me l'hanno data i miei amici: sono stati loro ad
incoraggiarmi a dedicarmi alla musica in maniera più professionale, vedendo in
me del potenziale. Poi, con l'arrivo dell’etichetta Up Music Studio, c’è stata
la svolta, perché essere giudicato da dei professionisti è diverso: ti senti
più incoraggiato a intraprendere questa strada.
Oltre a
regalare melodie coinvolgenti, i tuoi testi nascono da esperienze autentiche e
quotidiane. Qual è il messaggio profondo che speri di far risuonare nel cuore
di chi preme play sulle tue canzoni?
Voglio parlare
come se fossi un amico fidato, parlare di cose realmente accadute, sia toccanti
che divertenti. Nei miei testi troverete dei contenuti autentici e soprattutto
mai volgari; troverete sempre delle parole di conforto, dei consigli e, perché
no, anche dei rimproveri. Sono tre minuti circa in cui chiunque si può
rifugiare nella mia musica.
Il tuo
nuovo singolo "E poi arrivi tu" affronta a viso aperto un tema molto
attuale come il senso di smarrimento e l'insicurezza personale. Da quale
urgenza interiore è nata l'ispirazione per raccontare questo periodo di buio e
la successiva rinascita?
Questo singolo
l’ho scritto basandomi su fatti personali. Il senso del testo è che non importa
quanto sia profonda la buca in cui si cade dentro, è sempre possibile uscirne
fuori. Ed è proprio perché l'ho vissuto sulla mia pelle che l’ho voluto
condividere con tutti attraverso la musica, affinché possa essere d'aiuto a
tutti coloro che vivono in una situazione in cui pensano che non ci sia via
d'uscita.
Per
accompagnare un testo così denso e profondo hai scelto un inaspettato sound in
stile reggae, per alleggerire il carico e uscire dagli schemi. Se dovessi
descrivere l'anima di questo brano con un solo aggettivo, quale sarebbe e
perché?
“Riflessivo”.
Perché le parole di questo brano ti invitano a una profonda riflessione, in cui
chi si trova in difficoltà viene spronato appunto a riflettere su come tanta
gente riesca a riemergere dalle acque più profonde, e che poi non è una cosa
impossibile. È risaputo che chi ascolta musica, in automatico, viene messo in
una situazione di riflessione, ed è anche lo scopo della mia musica.
Ora che
questo importante passo nel tuo percorso di cantautore è compiuto, ci puoi
anticipare qualcosa riguardo i tuoi prossimi impegni e le prossime uscite
discografiche?
Sto lavorando
ad altri progetti, credo che la prossima uscita sarà dopo l’estate, alle porte
con il periodo natalizio. Dopo questa uscita mi occuperò del brano estivo;
ovviamente non posso entrare nello specifico, ma posso dire che adotterò lo
stesso stile, cioè uscirò dagli schemi sia vocalmente, ma anche come
sound.

