Kanestri: La Musica come "Cura per non Ammalarsi" e il Coraggio di Dirsi Codardi


Ci sono percorsi artistici che non seguono linee rette, ma crateri improvvisi e rinascite necessarie. Quello di Matteo, in arte Kanestri, è un viaggio lungo quindici anni, iniziato nell'urgenza dell'adolescenza e passato attraverso il silenzio, lo sport e quel "meteorite" emotivo che cambia ogni prospettiva. Per lui, la musica non è un esercizio di stile, ma un luogo di salvazione: lo strumento fondamentale per dare voce a ciò che nella quotidianità rimane incastrato in gola.

Con l'uscita del nuovo singolo "In rotta con lo sport" (dal 20 marzo in radio e digitale), Kanestri ci porta dentro una metafora relazionale onesta e brutale. Non parla di vittorie, ma di fragilità alimentate, di solitudini che diventano bussole e della capacità di "accendere il proprio buio". In questa chiacchierata, l'artista marchigiano si mette a nudo con una rara autenticità — definendosi persino "codardo" — e ci accompagna verso l'atteso album d'esordio previsto per giugno con Matilde Dischi. Un disco che promette di essere come un armadio aperto, pieno di crisi, rinascite e verità senza filtri.

Scrivi e suoni da oltre quindici anni, partendo dall'urgenza emotiva dell'adolescenza. Com'è maturata nel tempo la tua scrittura fino ad arrivare alla consapevolezza di oggi? 
Ciao ragazzi, è un piacere fare quattro chiacchiere con voi oggi. La variabile è sempre e soltanto una: le esperienze. I Il mio percorso artistico è stato abbastanza fuori dagli schemi. Ho iniziato da bambino a scrivere e cantare, ma mi sono avvicinato davvero agli strumenti musicali solo dopo i vent’anni. In mezzo ci sono state le band, lo sport, gli amori, e tante avventure, alcune bellissime, altre un po’ meno, che però mi hanno costruito. Per un periodo mi sono anche fermato. Stavo bene, e non sentivo la necessità di tirare fuori certe cose attraverso la musica. Da li a poco sarebbe caduto un meteorite sulla mia testa di c@zzo. E in quel momento la musica è stata il luogo in cui sono riuscito a salvarmi, lo strumento che ha reso più facile comunicare le mie emozioni. E’ stato terapeutico. Oggi non ho grandi certezze, se non una: quella di non sapere davvero niente fino in fondo. Però so che la musica è ancora il modo più sincero che ho per raccontare quello che sento. Mi sta aiutando a ritrovare una parte di me che credevo persa. E la cosa più bella è che mi sento ancora all’inizio, come se il viaggio stesse cominciando adesso. La mia scrittura ora è tutto questo, parla delle esperienze di vita, dei sogni e del modo in cui ognuno di noi si può sentire a suo agio nel mondo.  
 
Nelle tue canzoni esplori l'amore nelle sue pieghe più autentiche e scomode. Quale messaggio speri arrivi dritto al cuore di chi ascolta la tua musica? 
Ognuno ha il suo viaggio e le canzoni se le cuce addosso in base alla propria storia. Sicuramente tante persone nel mondo vivono direttamente la solitudine, facendosene spesso una colpa etichettandola come un malus dell’anima. Io dico che la solitudine, come il dolore, serve per scoprire davvero chi sei, per rinascere. Accendi il tuo buio, non inseguire una luce.  

Il tuo ultimo singolo "In rotta con lo sport" parla di accettare le proprie fragilità rimanendo autentici. Da quale riflessione personale è nata l'idea di usare concetti come "squadra" e "obiettivi condivisi" per descrivere una relazione? 
In realtà è stato tutto incredibilmente spontaneo, non ho fatto ragionamenti particolari. Ho scritto le mie banalità, frasi che dico a me stesso mentre parlo ad alta voce. Ma soprattutto non racconto una relazione, scrivo dell’emozione che una relazione può far nascere e dove può portarti. Scrivo per non ammalarmi, per dare da mangiare alle mie fragilità. Credo di essere un fottuto egoista. 

Se dovessi descrivere "In rotta con lo sport" con un solo aggettivo, sceglieresti "autentico", "sportivo" o qualcos'altro? E perché riflette così bene il brano? 
Oggi sceglierei “codardo”. Perchè questa canzone sono io. E solo la musica riesce a farmi dire cose che nella mia quotidianità difficilmente uscirebbero dalla mia bocca; di questo sono sempre costantemente dispiaciuto. Ho deluso, deluderò. Questo brano mi mette a nudo e mi rimette al mio posto.

Oltre all'uscita di questo singolo, ci sono altri appuntamenti o novità che bollono in pentola in attesa del tuo primo album con Matilde Dischi? 
Ho scritto molte canzoni in questi ultimi 2 anni e come hai anticipato a giugno uscirà il mio primo disco con Matilde Dischi. Racchiuderà le canzoni che più hanno segnato il mio recente percorso di vita. C’è davvero di tutto, dalle crisi alla rinascita. Ecco, sarà un po come entrare nel mio armadio. Poi ci saranno live e molto altro ma è ancora presto per capire cosa succederà nel concreto. Intanto grazie per avermi dato questo spazio!
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