Pete Jersey e la verità dei silenzi: «Con "Quando arriva la notte" scavo oltre il mondo delle apparenze»

 


Dietro l'estetica musicale di Pete Jersey c'è un lavoro minuzioso e profondo, capace di trasformare le fragilità generazionali in canzoni universali. In occasione dell'uscita del nuovo singolo "Quando arriva la notte", estratto dal futuro EP "Storie D'annate", il cantautore romano si racconta a Dafne Magazine. Dai temi complessi come lo scollamento sociale causato dagli smartphone fino all'intimità degli scatti notturni firmati da Simone Cecchetti, Pete Jersey ci guida nel cuore della sua produzione: un porto sicuro fatto di musica dal vivo, messaggi d'amore e una costante ricerca di connessioni autentiche. 

Dietro il progetto Pete Jersey c'è un lavoro minuzioso iniziato circa sei anni fa, nel periodo post-pandemia, per dare forma alla tua estetica musicale. Come e quando nasce la tua passione per la musica e com'è maturata in questi anni di studio e scrittura?

La mia passione per la musica nasce insieme a me. Matura con la scoperta delle mie grandi ispirazioni e soprattutto in stretta connessione con i miei stati emotivi, con la percezione della fragilità dell'animo della società in cui mi trovo.

Nelle tue canzoni affronti temi complessi come lo scollamento dalla realtà causato dagli smartphone, la dipendenza affettiva e la paura di esporsi. Quale messaggio particolare vuoi trasmettere con la tua musica a chi ti ascolta, sia ai tuoi coetanei sia a un pubblico più adulto?

Voglio che ci sentiamo tutti parte dello stesso immaginario collettivo, per porci le stesse domande e cercare le stesse risposte, per trovare conforto e affrontare le paure; per trovare il coraggio di scavare dentro noi stessi e venire a fondo della nostra consapevolezza, per trovare una vera connessione in un mondo fatto di apparenze. I messaggi sono pensati per donarli a me stesso, ma in fondo ci riguardano tutti.

Parliamo del tuo nuovo singolo "Quando arriva la notte", legato all'album "Storie D'annate". Da cosa nasce questa canzone e come i silenzi della notte diventano lo scenario perfetto per far emergere le verità che di giorno restano nascoste?

La canzone nasce come un omaggio genuino alla mia città, Roma, e alla magia della notte, che accende tutti quei dubbi, desideri, paure e domande che di giorno ci sembrano sfocate. I silenzi parlano da soli, più forte dei rumori che viviamo quotidianamente. Ci parlano interiormente, dandoci lucidità e prospettive diverse.

Se doveste descrivere questo brano con un solo aggettivo – che sposi anche l'estetica visiva del lyrics video realizzato con gli scatti esclusivi del fotografo Simone Cecchetti – quale sarebbe e perché?

Intimo. Vorrei farvi percepire a parole l'intimità personale di una canzone cucita intorno alla città che ti ha dato vita, in particolare la mia Roma, unita all'eternità che sentiamo durante una notte, immersi nella piena lucidità dei nostri pensieri più profondi.

Questo singolo arriva dopo la pubblicazione di “Via” e “Come due acrobati”. Ci anticipi qualcosa riguardo i tuoi prossimi impegni e sulla futura uscita dell'intero album "Storie D'annate"?

L'album sarà un EP contenente i brani usciti più altre canzoni, che completeranno l'estetica del mondo che ci rappresenta dal punto di vista più intimo e personale. Per i prossimi impegni, è giunto il momento di presentare il mio mondo di persona: dedicherò il mio tempo ai live per portare avanti la mia missione e trasmettere alle persone messaggi d'amore, di speranza e di cambiamento.

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