Un percorso che parte dalle corde di una chitarra classica a soli otto anni, attraversa i corridoi del Conservatorio di Parma e approda oggi a una maturità espressiva capace di trasformare il sentimento in suono. Alberto Conti non è solo un cantautore, ma un musicista colto che ha saputo mettere la tecnica chitarristica (diplomato in jazz) al servizio di una poetica intima e vibrante.
Dopo aver attirato l'attenzione con i suoi precedenti lavori, Alberto torna con "Bazar", un singolo che esplora le macerie emotive di una rottura. Non è solo una canzone, ma una fotografia sonora di quel disordine interiore dove voci, ricordi e riflessioni si sovrappongono senza sosta. In questa intervista, ci accompagna alla scoperta della sua sintesi sonora e degli scenari "caotici" ma affascinanti che definiscono la sua musica in questo 2026.
Alberto, la tua formazione artistica è ricca di sfumature: come e quando nasce la tua passione per la musica e in che modo è maturata fino ad arrivare alla sintesi sonora che sentiamo oggi?
Ho iniziato ad ascoltare musica quando ero piccolo, ho avuto la fortuna che i miei genitori mi hanno fatto ascoltare sempre tanta musica e che mi hanno accompagnato nel lungo percorso di studi che ho svolto. Ho iniziato a suonare la chitarra a 8 anni e a cantare a 12, successivamente mi sono diplomato in chitarra classica al Liceo Musicale e mi sono appena diplomato in chitarra jazz al conservatorio di Parma. Sono arrivato alla sintesi sonora odierna grazie a tanto studio e all’ascolto di tantissimi grandi artisti che mi influenzano molto.
La tua poetica oscilla spesso tra la bellezza e la fragilità: quale messaggio particolare vuoi trasmettere attraverso la tua musica a chi ti ascolta per la prima volta?
Vorrei che chi ascolta la mia musica riesca ad immedesimarsi in quello che dico e magari riesca a costruirsi un proprio pensiero.
Entriamo nel vivo del tuo ultimo singolo, "Bazar": da quale esigenza narrativa nasce questa canzone e quali sono gli scenari che descrive?
In questo brano ho voluto descrivere un po’ la testa di una persona quando viene sommersa da pensieri, voci, emozioni. Ho ideato Bazar come conseguenza di una rottura, infatti l’idea è quella che nella confusione dovuta ai sentimenti contrastanti che si possono provare dopo che un relazione finisce
Se dovessi descrivere "Bazar" con un solo aggettivo, quale sceglieresti per definire la sua anima e perché?
Probabilmente descriverei questo brano come “caotico” poiché raffigura il caos di pensieri e voci contrastanti dovuti ad una rottura di una relazione.
Dopo l'uscita di questo singolo e il successo dei precedenti estratti, ci puoi anticipare qualcosa riguardo i tuoi prossimi impegni o i live in programma per il 2026?
Purtroppo non posso dire delle date precise perché il programma dei live è ancora in fase di definizione, sono sicuro che ci saranno tante possibilità di fare concerti e non vedo l’ora.

